Bauhaus di Simone Barbisan è uno studio sul colore costruito come una piccola collezione: dieci tavole orizzontali, una di apertura e nove dedicate ad altrettanti protagonisti della scuola tedesca. Walter Gropius, Wassily Kandinsky, Anni Albers, Paul Klee, Oskar Schlemmer, Marcel Breuer, Johannes Itten, Florence Henri e Josef Hartwig hanno ciascuno la propria pagina, con una breve biografia in inglese e la palette ricavata dal loro lavoro.
La copertina gioca sulla parola “bauhaus” ripetuta in fascia, in un carattere geometrico modulare, con il logo della scuola e la scritta “collection” su fondo blu notte.
Le tavole
Ogni pagina ha un impianto diverso ma lo stesso sistema: campioni di colore con i valori CMYK, un blocco di testo e una composizione che riprende il linguaggio dell’artista. Per Kandinsky ci sono semicerchi arancio e neri, per Albers i moduli ad arco dei tessuti, per Breuer una griglia di punti che sfuma dall’arancio al nero, per Schlemmer i cerchi concentrici blu. Il fondo color carta e i rossi, gialli e blu primari tengono insieme la serie.
È un esercizio utile per capire come si estrae una palette da un’opera e come la si documenta, con i valori pronti per la stampa.