Le cinque tavole di MAPS 2.0 vengono da un progetto editoriale collettivo: su una di esse si legge “MAP 2.0 2024” e su un’altra il logo del progetto accostato a quello di DAM. La scheda non indica autori singoli.
L’impaginazione è quella di una fanzine: fondi neri con impronte e macchie bianche, fotografie in bianco e nero ritagliate e incollate, scritte a mano e scarabocchi che invadono i margini. In una pagina un corpo maschile è scontornato su fondo bianco, con un grande cerchio bianco sovrapposto e piccoli disegni intorno; in un’altra la scritta al neon “TI AMO” sovrasta l’uscita di un sottopassaggio, incorniciata da tratti di pennarello.
Testi brevi scritti a mano accompagnano alcune immagini. Il tono è quello di un diario visivo, con molti contrasti e poca gerarchia tipografica, scelta coerente con il formato. Anche la copertina segue la stessa logica: il titolo “MAP 2.0” in bianco su nero, circondato da un motivo di impronte digitali ripetute.