Nella Roma antica il trucco era già una questione di identità, e anche di potere. Da qui parte La rivoluzione di Ovidio, un servizio di magazine impaginato da Romina Lazzaro per una rubrica dedicata alla bellezza nell’antichità.
L’articolo prende come riferimento i Medicamina faciei femineae, il trattato di Ovidio sui cosmetici per il viso, e ricorda figure come Livia Drusilla per raccontare il cosmetico come strumento di emancipazione. Il motto ovidiano Nec tamen indignum: sic vobis cura placendi torna più volte nelle pagine come titolo e come citazione.
Le quattro tavole lavorano su un’unica palette di rosa, dal cipria al fucsia, abbinata a immagini di busti classici e a ritratti fotografici di una modella con i capelli raccolti e un diadema. L’impaginato alterna una copertina costruita come una scena, con un busto e dei fiori su piedistalli, a pagine di testo su più colonne con capilettera, citazioni in grande corpo e una colonna di ritratti circolari.