Un piatto di spaghetti al pomodoro visto dall’alto, con un sottopiatto color crema al centro e il titolo in rosso: è la copertina del numero 01 di Sottopiatto, il magazine progettato dalla classe di Graphic & Web Design 2025/26 di DAM Academy. Sono circa duecento pagine dedicate al cibo, ma non come ricettario. L’editoriale lo dice subito: il cibo racconta chi siamo, da dove veniamo e con chi scegliamo di condividere il nostro tempo.
Il numero, che nell’indice si chiama “Ingredienti”, è diviso in sei sezioni, ognuna aperta da un grande numerale bianco su fondo nero. Sentimenti parte dalla tavola di famiglia e dal caffè condiviso, poi passa alle cooking class nei casali di campagna. Aesthetic si chiede se i colori abbiano un sapore, con tre pagine costruite su rosso, verde e giallo, e ragiona sul cibo che si mangia prima con gli occhi, tra social e foodporn. Cibo comodo racconta come mangia la Gen Z, tra takeaway e cibo di strada. Cinema a tavola rilegge le scene di Ratatouille, The Bear, The Menu e Hannibal. Chiudono Energia a tavola, sull’alimentazione sana, e The Body Issue, su moda, corpo e body shaming.
Un magazine a più mani
Ogni sezione cambia registro grafico senza perdere il filo. Accanto a titoli in serif sottile con parole barrate e note scritte a mano ci sono pagine con pattern a quadretti da tovaglia, illustrazioni in stile cartoon e fotografie a piena pagina. In fondo al numero arrivano tre ricette da portare in tavola, dai biscotti al cioccolato alle polpette al sugo, e un oroscopo 2026 in cui ogni segno diventa un piatto: l’Ariete è una carbonara, la Bilancia è sushi. La quarta di copertina chiude con una macchia di pomodoro e una frase sul cibo come racconto di sé.
Il progetto è stato seguito dal professor Marco Farina. Le immagini in galleria sono una selezione di pagine del numero.