“Look mom I can fly”, il titolo del documentario su Travis Scott, apre lo studio colore di Angelo Stirbat sulla discografia del rapper: la copertina mostra una foto di concerto sotto un fascio di luce, con il titolo in un sans bianco molto compatto.
Le quattro tavole successive sono dedicate ciascuna a un lavoro: The Scotts, Rodeo, Astroworld e The Plan, il brano scritto per il film Tenet. Lo schema si ripete identico: a sinistra una colonna di cinque bande orizzontali con i colori estratti dalla copertina, al centro la copertina dell’album in un riquadro bianco, a destra un breve testo in inglese con la storia del disco. Cambia invece il colore di fondo, preso ogni volta dalla palette: viola per The Scotts, marrone per Rodeo, blu notte per Astroworld, bordeaux per The Plan.
È un esercizio di lettura del colore applicato a un immaginario musicale esistente, impaginato in modo sistematico, con il logo DAM in alto a destra su ogni tavola.