Le scie luminose che attraversano queste tavole sembrano comete, ma sono traghetti. So Lost nasce da screenshot che Ingrid Brabulescu ha catturato durante viaggi virtuali, fermando le scie delle navi sul mare scuro e trasformandole in pennellate chiare su un fondo blu notte.
Nel testo che accompagna il progetto l’autrice descrive So Lost come uno stato d’animo: vagare nel buio senza conoscere la meta e aggrapparsi a certezze che durano un istante. Il riferimento è ai marinai che leggevano il cielo per trovare la rotta. Qui il rapporto si ribalta, e il mare diventa un cielo in cui orientarsi.
Un atlante celeste
La forma scelta è quella delle carte stellari. Le immagini sono montate in griglie di riquadri, attraversate dalle linee sottili dei confini delle costellazioni, con i gradi di latitudine sui bordi, i numeri delle tavole e in fondo una legenda con i simboli di ammassi, nebulose e stelle doppie. Il risultato ha l’aspetto di un vero atlante astronomico, ma ogni “stella” e ogni “cometa” è un frammento di mare ripreso dall’alto.
Il lavoro comprende cinque tavole verticali, tra cui la pagina di testo, ed è stato realizzato nel corso annuale di Fotografia di DAM Academy.