Hedy Lamarr è ricordata soprattutto come attrice, ma è stata anche co-inventrice di un sistema di trasmissione a salto di frequenza che oggi sta alla base di Wi-Fi e Bluetooth. La tesi di Federica Rita Cozzi parte da questa contraddizione: una donna può cambiare la tecnologia e restare comunque chiusa in un racconto che parla solo del suo aspetto.
Il primo capitolo ripercorre le pioniere dell’informatica, da Ada Lovelace a Lamarr, e la questione di genere nei dati e nella narrazione dei media. Il secondo è dedicato a Shirin Neshat, l’artista iraniana che ricopre i volti e le mani delle donne che fotografa con i versi di poetesse iraniane. Nel suo lavoro velo e scrittura diventano una maschera che rivela invece di nascondere. Le immagini della galleria sono le opere e i riferimenti analizzati nel testo.
Blushhhed
La seconda metà della tesi è un progetto di brand. Blushhhed prende il nome da blushed, arrossire, e ribalta il senso del gesto: non più imbarazzo, ma un’emozione da mostrare. Le tre h richiamano il suono “shhh” e il logo. Il payoff è Blush Your Senses.
Il brand unisce una linea cosmetica, accessori beauty connessi e un’app, Blushhhed Vibe, che trasforma la routine in un’esperienza sensoriale e costruisce una community con badge e contenuti riservati. La tesi ne definisce il tone of voice, il target (Generazione Z e giovani Millennial) e il posizionamento tra beauty tech e benessere emotivo.
Chiude un video manifesto sperimentale, girato con inquadrature molto ravvicinate sul corpo e con il rosso come colore guida. La relatrice è Caterina Tomeo. La tesi completa si può scaricare in PDF.