Tre immagini, un paesaggio e una figura che non mostra mai il volto. Vacua Dea Silente di Gaia Vannimartini è un progetto fotografico breve, realizzato in autonomia, che costruisce un’atmosfera più che un racconto.
Nella prima immagine una giovane donna, avvolta in un drappo bianco e trasparente, è di spalle tra l’erba alta, davanti a un rudere di pietra illuminato dalla luce bassa del tramonto. La seconda è un paesaggio senza persone: un fiume immobile, la nebbia che sale dagli alberi, una collina che si perde nella foschia. Nella terza la stessa figura torna, piccola e chiara, in mezzo a un sottobosco scuro di muschio e rocce.
Il titolo suggerisce una presenza quasi mitologica, una divinità muta, e le immagini lo assecondano con pochi mezzi: il drappo al posto dell’abito, i luoghi naturali, la luce naturale e una gamma di colori spenti, verdi e grigi, da cui emerge solo il bianco del tessuto. Le inquadrature sono larghe e lasciano molto spazio al paesaggio, con la figura sempre al margine o lontana.
Il lavoro fa parte delle produzioni autonome degli studenti di Fotografia di DAM Academy.