3 Secondi dura poco più di due minuti e si svolge quasi tutto in un’unica stanza. Un giovane uomo, a torso nudo, si guarda in uno specchio dalla cornice antica; poi indossa una divisa militare, si siede accanto a una vecchia radio e prende in mano una pistola. Il titolo misura il tempo che separa una decisione dal suo compimento, e il film lo dilata: pochi gesti, ripetuti e osservati da vicino, senza dialoghi.
Il riferimento storico si capisce dai dettagli (la divisa, l’arredamento d’epoca, i titoli di coda, dove compare il personaggio di Eva Braun) e dalla colonna sonora, che accosta Wagner e Beethoven. Più che ricostruire un fatto, il corto prova a stare dentro un momento privato e chiuso.
Come è girato
La luce è bassa e calda, con i neri pieni: il volto emerge dall’ombra e lo specchio diventa il secondo protagonista, perché raddoppia il personaggio e stringe l’inquadratura. Molti primi piani e dettagli (la mano sul viso, la mano sulla radio) al posto dei campi larghi, e un montaggio che lascia respirare le pause. Il titolo, in rosso su fondo nero, arriva solo alla fine.
È un buon esempio di come si lavora su un set piccolo: un solo ambiente, un attore quasi sempre solo in scena, e tutto il peso affidato a luce, scenografia e suono.
Il cortometraggio è diretto da Giovanni Attanasio ed è stato realizzato con le classi di Filmmaker e Video Post Producer di DAM Academy.