Doll è un cortometraggio horror di poco più di due minuti, diretto da Adriano Pascariello e realizzato insieme alle classi di Filmmaker e Video Post Producer di DAM Academy.
La storia è ridotta all’osso, com’è giusto per un corto di genere così breve. Una ragazza dai lunghi capelli scuri siede da sola in una stanza al buio, stringendo tra le braccia una vecchia bambola di porcellana dai riccioli biondi. Non ci sono dialoghi: la tensione cresce tutta attraverso le immagini, gli sguardi e il rapporto sempre più ambiguo tra la ragazza e l’oggetto che tiene in grembo.
Luce e atmosfera
Il lavoro più interessante è quello sulla fotografia. La stanza è illuminata quasi solo da una candela, che crea una pozza di luce calda contro un fondo blu e freddo, con la finestra che taglia il buio alle spalle del personaggio. Il formato panoramico, con bande nere sopra e sotto, e i primi piani lenti sul volto della ragazza e sugli occhi di vetro della bambola costruiscono l’inquietudine senza bisogno di effetti.
I titoli di coda, in rosso su nero con pennellate grafiche e una sedia a dondolo, riprendono lo stesso immaginario e fanno parte del lavoro di post-produzione. È un buon esempio di come un set minimo, un’attrice e un oggetto di scena possano bastare per un esercizio di genere curato nell’immagine e nel ritmo.