Comunque, Sempre è una storia d’amore raccontata in meno di tre minuti, tutta attorno a un luogo: una piccola stazione con una panchina di legno, un vecchio treno fermo al binario e i muri color rosa di un edificio ferroviario. È lì che due persone si erano date il loro primo appuntamento, un posto strano per iniziare, come dice lei, ma anche “un punto di arrivo e di partenza”.
Il film torna in quel luogo per fare i conti con quello che è rimasto: le parole non dette, il tempo che sembrava infinito, il bisogno di spazio di uno e il bisogno d’amore dell’altra. Il racconto si muove tra una conversazione tra amiche, un incontro con dei fiori in mano e una confessione, e scopre le sue carte solo alla fine.
Come è costruito
La regia sceglie inquadrature frontali e ordinate, con la panchina al centro come un palcoscenico, e le alterna a primi piani molto stretti, fino al dettaglio degli occhi chiusi della protagonista. La luce è naturale, calda, da tarda estate. La musica accompagna tutto il corto e il montaggio lascia respirare i silenzi tra una battuta e l’altra, che contano quanto le parole.
Comunque, Sempre è il Final Project Work di Alice Tamburrino, realizzato in collaborazione tra gli studenti dei corsi di Filmmaker e Video Post Producer di DAM Academy.