Holopad è un cortometraggio ambientato quasi tutto dentro una camera da letto, e gioca sulla distanza tra la persona che si desidera e quella che si ha accanto. Da una parte c’è un’immagine di seduzione patinata, curata in ogni dettaglio; dall’altra c’è la realtà di una coppia che condivide il letto, il pigiama, i silenzi e la noia della sera.
Il titolo suggerisce un dispositivo, qualcosa che permette di avere davanti a sé una versione ideale dell’altro. Il corto lascia allo spettatore scoprire come va a finire questo confronto tra fantasia e quotidianità, con un tono leggero e un finale che ribalta la prospettiva.
Il lavoro sull’immagine
La scenografia è semplice e studiata: pareti rosa, un copriletto a motivi paisley, un quadro sopra la testiera, lampade accese ai lati. Su questa base la fotografia costruisce due mondi diversi con la stessa stanza. Le scene del desiderio hanno luce calda e morbida e inquadrature ravvicinate; quelle della coppia sono più frontali e statiche, con i due personaggi distanti ai lati del letto. Anche il montaggio segue questo doppio registro, alternando i primi piani ai campi fissi sulla camera.
Holopad è il Final Project Work di Flavia Bartoli, che ne firma regia e sceneggiatura, realizzato in collaborazione tra gli studenti dei corsi di Filmmaker e Video Post Producer di DAM Academy. Dura poco meno di quattro minuti.