La nave di Orgest è un documentario di circa dieci minuti su una storia vera. Orgest è un bambino albanese affetto da talassemia, una malattia del sangue che richiede trasfusioni continue. Arriva in Italia con la madre grazie a uno zio che vive nella provincia di Roma, e viene seguito all’ospedale di Tor Vergata in attesa di un trapianto di midollo.
Il film racconta la rete di persone che rende possibile il percorso: la fondazione che si occupa delle cure dei bambini, la Croce Rossa che garantisce i trasporti tra casa e ospedale, i servizi sociali del Comune che aiutano la famiglia a trovare una casa e un lavoro per il padre. Parlano medici, infermieri, operatori e amministratori, e dalle loro parole emerge anche Orgest, con il suo carattere e il rapporto con i genitori. Il titolo viene da un disegno che il bambino lascia prima di partire per il trapianto: una nave che, forse, lo riporta a casa.
Come è fatto
Il documentario alterna interviste frontali, girate negli uffici e nei reparti, a riprese di osservazione: i corridoi dell’ospedale, una visita medica, il viaggio in auto verso le cure. Una breve animazione in apertura introduce la malattia con un tono accessibile, e i fogli e i disegni di Orgest chiudono il racconto. Il montaggio lascia spazio alle voci e non forza l’emozione.
Per una classe di filmmaker è un esercizio completo: individuare una storia, ottenere la fiducia delle persone, organizzare riprese in un ospedale e costruire un racconto a partire dalle interviste.
Il documentario è stato realizzato dalla classe di Filmmaker 2012 di DAM Academy.