Post è un cortometraggio di due minuti e mezzo che racconta quasi senza parole. Si apre al buio, in una stanza illuminata solo da una lampada verde e da qualche candela: una ragazza si sveglia, si alza, si prepara. Poi la scena si sposta in un pub, tra insegne luminose e luci colorate, dove un ragazzo attacca uno dopo l’altro dei foglietti adesivi su una parete. Il titolo gioca proprio su quei post-it, messaggi lasciati per qualcuno.
Il senso del film si costruisce nell’ultima parte, quando la ragazza arriva davanti alla parete coperta di biglietti e i due personaggi si trovano nello stesso spazio. Il corto non spiega: lascia che siano i gesti e l’attesa a raccontare.
Come è fatto
La prima parte è girata in condizioni di luce molto bassa, con le sorgenti di scena (la lampada, le candele, lo schermo di un televisore) come uniche fonti: un esercizio di fotografia in penombra. La seconda cambia registro, con i colori saturi del locale, il muro in mattoni, le luci viola e rosse, e una macchina da presa ferma che osserva la parete in un’unica inquadratura lunga, mentre i personaggi entrano ed escono dal campo.
Per un film così breve, la sfida è la sintesi: raccontare una relazione con due ambienti, pochi oggetti e nessun dialogo.
Post è stato realizzato dagli studenti del corso di Filmmaker 2012 di DAM Academy.