Nel cinema dal vero il colore si corregge alla fine, in post-produzione. Nell’animazione arriva prima, in fase di concept, a volte prima ancora della storia, perché si parte da un foglio bianco. Da qui muove la tesi di Caterina Corti, Color Grading nel Cinema di Animazione.
Il primo capitolo mette in fila le basi, dalla sintesi additiva e sottrattiva al cerchio cromatico di Itten, e passa poi alla psicologia dei singoli colori. Il secondo segue la storia tecnica del colore attraverso lo studio Disney: inchiostratrici e pittrici dell’acetato, il Technicolor adottato con Biancaneve, il laboratorio di pigmenti voluto da Mary Weiser e i paesaggi di Tyrus Wong per Bambi, fino alla televisione e al digitale, raccontati attraverso le due versioni di DuckTales, quella del 1987 e quella del 2017.
L’analisi applica poi gli schemi cromatici a serie e film: il monocromatico in Star vs. the Forces of Evil e Kid Cosmic, il triadico nella Regina delle Nevi di Lev Atamanov, il complementare rosso-verde di Wendy in Gravity Falls, il complementare divergente di Malefica in La bella addormentata nel bosco.
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Il cortometraggio, senza dialoghi, segue Katie a un colloquio di lavoro in cui va tutto storto. Storyboard e clean-up sono fatti in Clip Studio Paint, montaggio e luci in DaVinci Resolve; gli sfondi a blocchi di colore guardano ai corti di Bugs Bunny degli anni ‘40 e ‘50. La palette è un complementare arancione-blu: azzurri desaturati per la città e gli antagonisti, arancione luminoso per Katie, un fiocco quasi rosso che anticipa gli ostacoli.
Il relatore è il Prof. Simone Andriollo. La tesi completa si può scaricare in PDF.