Il sangue sulle bacchette di Andrew e l’ultimo sguardo tra Mia e Sebastian nel locale jazz sono, per Erika Vernacchia, due modi di raccontare lo stesso prezzo. La sua tesi mette in parallelo Whiplash (2014) e La La Land (2016) di Damien Chazelle per capire cosa un giovane artista senza privilegi è disposto a sacrificare per il proprio sogno: relazioni, stabilità economica, salute.
L’analisi di Whiplash si appoggia a Massimo Recalcati e al suo L’ora di lezione: il rapporto tra Andrew e il maestro Fletcher è letto come un’alleanza perversa, con Fletcher nel ruolo di un Super-Io sadico. Nicole e il padre di Andrew sono personaggi-funzione che mostrano la vita normale a cui il protagonista rinuncia. In La La Land il sacrificio passa invece per l’amore, che spinge Mia e Sebastian verso il successo e poi li separa, fino all’epilogo che mostra la vita che avrebbero potuto avere insieme.
Una parte è dedicata alla regia: le inquadrature strette, il montaggio rapido e la palette verde e gialla di Whiplash, contro il Cinemascope, il 35mm e il piano sequenza d’apertura sull’autostrada di Los Angeles. Un capitolo riguarda le musiche di Justin Hurwitz, dalla partitura costruita con tecniche elettroniche e strumenti veri di Whiplash agli omaggi ai musical classici di La La Land. Sullo sfondo, le riflessioni di Camus e Cioran sulla creazione artistica.
La conclusione torna al presente: streaming e YouTube hanno abbassato le barriere d’ingresso ma alzato la competizione, e l’intelligenza artificiale divide registi come Guillermo del Toro, Christopher Nolan e James Cameron.
Il video in pagina, circa cinque minuti, porta lo stesso tema in una cucina: un giovane cuoco, il rotolo dei coltelli, il campanello del pass, un piatto di parmigiana alla fine.
Il relatore è il professor Aldo Iuliano. La tesi completa si può scaricare in PDF.